Caruso e Minini

Nellʼepoca in cui viviamo il vino non rappresenta più una semplice bevanda, ma un concentrato di sensazioni in grado di emozionare chi si appresta ad assaporarlo. La Sicilia, con la sua terra ed i suoi frutti, offre spontaneamente i suoi profumi al mondo intero, sfruttando la propria natura e la propria tradizione. A Marsala, nella parte siciliana più estrema ad occidente, nasce la Caruso & Minini, che grazie al sole e alle forme sontuose delle colline dei suoi vigneti, riesce ad esprimere ciò che la sua terra gli dona sotto forma di uva, trasformandola in un sorprendente sogno.
Lʼeleganza e la naturalezza dei suoi prodotti sono fioriti grazie allʼequilibrio climatico della Sicilia; lʼautenticità dei suoi sapori viene fuori dalla tradizione delle sue antiche uve, capaci di trasformare la differenza tra le varietà in vini dal carattere unico.

L’azienda agricola

L’azienda agricola che oggi porta il nome di Terre di Giumara, nasce alla fine del XIX secolo su iniziativa di Antonino Caruso, negli anni in cui il flagello della fillossera era stato appena sconfitto e la viticoltura marsalese stava faticosamente rinascendo.
Le terre scelte da Antonino e da suo figlio Francesco risultarono naturalmente elette alla produzione di uve di alta qualità particolarmente apprezzata dagli stabilimenti enologici marsalesi.
Il contributo che la tipologia del terreno, l’altitudine delle colline e la distanza dal mare riuscivano a dare alla qualità delle uve prodotte fu considerato determinante dal figlio di Francesco, Nino Caruso, che già nella seconda metà del 900, giovanissimo, guidava l’azienda di famiglia.
Oggi, Terre di Giumara è condotta da Stefano Caruso coadiuvato dai fratelli Francesco e Roberto; insieme hanno deciso di chiamare con il nome dell’azienda agricola di famiglia la linea dei varietali in purezza della Caruso & Minini. E’ un doveroso omaggio al lavoro che quattro generazioni di viticoltori hanno speso per migliorare, vendemmia dopo vendemmia, la qualità delle uve prodotte.

Superficie:
7.000 mq di cui 3500 coperti

Capacità imbottigliamento:
3000 bts/h

Capacità totale:
18.000 Hl in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata.

Capacità affinamento in legno:
200 barriques, 150 tonneaux

Le vigne di Giummarella e Cuttaia sono dislocate su un gruppo di colline a est di Marsala, al confine dei comuni di Salemi e Mazara del Vallo, con un’altitudine massima di 400m s.l.m. Presentano un suolo franco-sabbioso-argilloso, a reazione sub-alcalina (Calcare totale fino a 35%), riccamente dotati sia di macro che di e micro elementi. Il clima è caratterizzato da inverni miti con precipitazioni piovose mediamente di circa 650 mm per anno. Durante l’estate il gradiente termico tra giorno e notte è di circa 15° C grazie all’altitudine e alla distanza dal mare.

Le viti sono allevate esclusivamente a contro-spalliera con potatura tipo Guyot. Gli impianti sono condotti totalmente in asciutto ed hanno una densità d’impianto che varia da 2500 a 5000 piante per ettaro, con rese medie per ettaro che variano da 50 a 100 q.li. I vitigni coltivati sono: Inzolia, Catarratto, Grecanico, Grillo, Chardonnay, Moscato Bianco, Zibibbo, Viognier per i bianchi e Nero d’Avola, Perricone, Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon per i rossi.

Si apre a novembre in occasione delle prime precipitazioni con una lavorazione leggera dei terreni, seguita da una concimazione esclusivamente organica. La potatura comincia a gennaio e dura circa 2 mesi avendo cura di lasciare il giusto carico di gemme per pianta. In prossimità del risveglio vegetativo si eseguono altre lavorazioni del suolo e si avvia la pota verde. Ad inizio invaiatura si definiscono i carichi produttivi per pianta e per singolo impianto. Durante il periodo estivo si eseguono lavorazioni superficiali dette “scerbature” che servono a limitare la perdita di acqua dal suolo per evaporazione. Come da antico sapere siciliano, nei vigneti condotti senza l’ausilio dell’irrigazione, “una scerbata vale mezza abbivirata”. Dopo un attento monitoraggio della maturazione delle uve, la vendemmia inizia con la raccolta dello Chardonnay e del Viognier e si chiude con la raccolta del Perricone, l’ultima settimana di settembre.

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