La nostra storia

L’azienda agricola nasce alla fine del XIX secolo su iniziativa di Francesco Caruso. Le terre da lui scelte risultarono naturalmente vocate alla coltivazione della vite. Intere generazioni erano dedite alla vita contadina che si svolgeva tra i vigneti e le faccende quotidiane del Baglio.

Il contributo che la tipologia del terreno, l’altitudine delle colline e la distanza dal mare riuscivano a dare alla qualità delle uve prodotte fu considerato determinante dal figlio di Francesco, Nino Caruso, che già nella seconda metà del ‘900, giovanissimo, guidava l’azienda di famiglia. Sin da allora l’obiettivo era chiaro: completare l’intera filliera produttiva.

Dal 2004 ad oggi

Seguendo le ambizioni del padre, all’inizio degli anni 2000, Stefano Caruso fonda insieme a Mario Minini, bresciano, la Caruso & Minini, che sorge in un antico baglio nel cuore della tradizionale area degli stabilimenti vinicoli Marsalesi.

Dalla Sicilia al mondo

Oggi la Caruso & Minini raggiunge gli appassionati del buon vino in oltre 30 paesi, portando in alto il nome della Sicilia e di Marsala in tutto il mondo.

La Cantina

Un antico baglio, edificato nel 1904 nel cuore della tradizionale area degli stabilimenti vinicoli marsalesi, ospita gli uomini della Caruso & Minini.

Qui i preziosi frutti delle nostre colline vengono trasportati e subito trasformati dalla grande capacità degli uomini che vi lavorano. Il nostro obiettivo è unico e indiscutibile: trasferire la nostra tradizione in bottiglia con meticolosità e sapienza, dando ai vini centenari della nostra zona un’espressione moderna ed al passo con i tempi.

I Vigneti

Giummarella e Cuttaia: centoventi ettari di vigneti distesi in una zona collinare dell’entroterra trapanese.

Le vigne di Giummarella e Cuttaia sono dislocate su un gruppo di colline a est di Marsala, al confine dei comuni di Salemi e Mazara del Vallo, con un’altitudine massima di 400m s.l.m.

Ogni porzione di questo meraviglioso terreno è stata scelta, con l’esperienza di chi la coltiva da generazioni, per creare la migliore combinazione possibile tra la vite, il clima e la terra. I terreni ospitano vitigni autoctoni quali Grillo, Catarratto, Grecanico, Inzolia, Nero d’Avola e Perricone, ma anche i vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Syrah e Merlot.

Superficie:
7.000 mq di cui 3500 coperti

Capacità imbottigliamento:
3000 bts/h

Capacità totale:
18.000 Hl in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata.

Capacità affinamento in legno:
200 barriques, 150 tonneaux

Le vigne di Giummarella e Cuttaia sono dislocate su un gruppo di colline a est di Marsala, al confine dei comuni di Salemi e Mazara del Vallo, con un’altitudine massima di 400m s.l.m. Presentano un suolo franco-sabbioso-argilloso, a reazione sub-alcalina (Calcare totale fino a 35%), riccamente dotati sia di macro che di e micro elementi. Il clima è caratterizzato da inverni miti con precipitazioni piovose mediamente di circa 650 mm per anno. Durante l’estate il gradiente termico tra giorno e notte è di circa 15° C grazie all’altitudine e alla distanza dal mare.

Le viti sono allevate esclusivamente a contro-spalliera con potatura tipo Guyot. Gli impianti sono condotti totalmente in asciutto ed hanno una densità d’impianto che varia da 2500 a 5000 piante per ettaro, con rese medie per ettaro che variano da 50 a 100 q.li. I vitigni coltivati sono: Inzolia, Catarratto, Grecanico, Grillo, Chardonnay, Moscato Bianco, Zibibbo, Viognier per i bianchi e Nero d’Avola, Perricone, Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon per i rossi.

Si apre a novembre in occasione delle prime precipitazioni con una lavorazione leggera dei terreni, seguita da una concimazione esclusivamente organica. La potatura comincia a gennaio e dura circa 2 mesi avendo cura di lasciare il giusto carico di gemme per pianta. In prossimità del risveglio vegetativo si eseguono altre lavorazioni del suolo e si avvia la pota verde. Ad inizio invaiatura si definiscono i carichi produttivi per pianta e per singolo impianto. Durante il periodo estivo si eseguono lavorazioni superficiali dette “scerbature” che servono a limitare la perdita di acqua dal suolo per evaporazione. Come da antico sapere siciliano, nei vigneti condotti senza l’ausilio dell’irrigazione, “una scerbata vale mezza abbivirata”. Dopo un attento monitoraggio della maturazione delle uve, la vendemmia inizia con la raccolta dello Chardonnay e del Viognier e si chiude con la raccolta del Perricone, l’ultima settimana di settembre.

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