Altro giro, altra corsa. Ma questa volta la corsa è una delle più importanti nel mondo del vino. Stiamo parlando di Wine Enthusiast, una delle testate online più famosa al mondo, specializzata in vino, liquori, cibo e viaggi.

Wine Enthusiast è infatti famosa dall’Asia agli Stati Uniti e ogni anno recensisce vini da tutto il mondo assegnando dei punteggi che si riferiscono al livello di gradevolzza: 

  • 98–100 – Classic
  • 94–97 – Superb
  • 90–93 – Excellent
  • 87–89 – Very good
  • 83–86 – Good
  • 80–82 – Acceptable

Questo 2020 ci ha riservato la piacevole sorpresa -che altro non è che una gradita conferma- che il nostro Catarratto Naturalmente Bio DOC Sicilia 2019 ha raggiunto il punteggio del 90 punti/100. 

Ecco qui di seguito l’articolo da noi tradotto in Italiano:

CATARRATTO
La varietà più diffusa in Sicilia e la seconda uva a bacca bianca più coltivata in Italia, il Catarratto può dar vita a vini freschi, vellutati e di media struttura. Nonostante alcune ricerche e produttori dividano la varietà in due tipi differenti, il Catarratto Bianco Comune ed il Catarratto Bianco Lucido, studi suggeriscono che siano entrambi cloni di una stessa varietà, il Catarratto Bianco.

Diversi produttori locali hanno iniziato a chiamare quest’ultimo semplicemente Lucido, con il supporto del Consorzio DOC Sicilia. Infatti A. Rallo asserisce che “Lucido sia il sinonimo del Catarratto, e il nome storico di questa varietà”.

Un’uva vigorosa, coltivata un po’ in tutta l’isola, ma principalmente concentrata nelle province di Palermo, Trapani ed Agrigento. E’ considerata una delle varietà più antiche Siciliane, ricerche sul DNA hanno rivelato che sia imparentato con il Garganega, uva bianca del nord Italia del Soave.
In passato il Catarratto veniva considerato per produrre vini di uso ordinario. Veniva infatti principalmente utilizzato per produrre il vino Marsala e mosto concentrato che rilasciasse alti contenuti di zucchero nei vini prodotti in climi più freddi.

Grazie principalmente al suo sapore neutrale, media acidità e alcol moderato, il Catarratto è stato a lungo utilizzato come blend per altri vini Siciliani.
Nella denominazione dell’Etna, è qualche volta utilizzato per aggiungere corpo e rotondità ai vini bianchi che sarebbero in assenza freschi e lineari.

Negli ultimi tempi, produttori innovativi hanno avuto un approccio diverso al Catarratto, provando che, nelle giuste mani, questa varietà spesso ignorata, può produrre vini freschi, sapidi e di medio corpo.

Alcune tecniche, come la macerazione sulle bucce e affinamento per alcuni mesi sui lieviti danno vita a vini con aromatici che sanno di agrumi come limone e arancia. Molti hanno una piacevole sapidità finale che ricorda le mandorle e le nocciole.

Versione originale:

The most planted grape in Sicily and the second-most-cultivated white grape in Italy, Catarratto can make fresh, soft, medium-bodied wines. While some sources and producers divide the variety into two distinct types, Catarratto Bianco Comune and Catarratto Bianco Lucido, studies suggest they are actually clones of the same grape variety, often called Catarratto Bianco.

A number of local producers have started to refer to the latter simply as Lucido, with the backing of the Sicilia DOC consortium. According to Rallo, “Lucido is the synonym for Catarratto, and the historic name for this variety.”

A vigorous grape, it’s cultivated across the island, but it’s mainly concentrated in the Palermo, Trapani and Agrigento provinces. Considered one of Sicily’s most ancient varieties, DNA research has revealed that Catarratto has a parent–offspring relationship to Garganega, the northern flagship white grape of Soave fame.
Catarratto has often been described as making ordinary wines. In the past, it was used primarily as an ingredient in Marsala and to produce grape concentrate that raised sugar levels in wines from cooler climates.

Thanks to its relatively neutral flavor profile, mild acidity and moderate alcohol, Catarratto has long been used as a blending component in numerous Sicilian wines. In the Etna denomination, it’s sometimes used to add body and roundness to white wines that are otherwise crisp and linear.

These days, innovative winemakers take a new approach to Catarratto, proving that, in the right hands, this often-disregarded variety can make fresh, savory wines with good body.

Techniques like skin maceration and aging for several months on the lees yield wines that boast aromas of spring flowers and intense citrus flavors that evoke lemons and orange zest. Many have a pleasantly bitter aftertaste reminiscent of almond and hazelnut.